AMPLIAMENTO DELLA PRIMA CHIESA

 

Con il 1586 iniziò il II periodo della storia del Santuario, quello più importante, nel quale si crearono le basi per un rapido sviluppo della chiesa. In quell'anno alla Madonna dei Campi si verificarono una serie di avvenimenti prodigiosi. Nel mese di maggio si vide scaturire una gran quantità di acqua limpida da un pilastro con l'immagine della Vergine e Bambino dipintavi sopra.

Il fenomeno non fu momentaneo ma si verificò fino ai primi di novembre. Subito si poté constatarne l'effetto salutare. Si pensò, sin dai primi giorni, di scavare entro il perimetro della chiesa una cisterna per raccogliere quell'acqua. Poi, in un secondo momento, si fece un'altra cisterna fuori dalla chiesa.

L'usanza di bagnarsi con l'acqua del Santuario, iniziata in quei giorni, si prolungò poi nel tempo anche dopo che, dal novembre del 1586, la vena si fu prosciugata. Volendo tramandare ai posteri il ricordo di quell'acqua prodigiosa, fu costruita una terza cisterna nell'interno della chiesa, sotto la cantoria che rimase in uso sino al 1885. Contemporaneamente al prodigio dell'acqua, ne avvenne un secondo, ancora più straordinario: l'apparizione della Madonna a più persone, che si erano recate nel Santuario, attirate dal fenomeno dell'acqua.

Il 12 luglio Bartolomea Bucanelli, di 10 anni circa, disse che, trovandosi nel campo presso la chiesa con Dorotea Battistoni, di 11 anni circa, a pascere le bestie, andarono a pregare alla ferrata della finestra e videro dentro la Madonna, vestita di nero, inginocchiata in mezzo alla chiesa, dove c’era dell'acqua e sembrava leggesse un libro. Nei mesi successivi di agosto e settembre la Madonna apparve di nuovo ad altre persone. Queste apparizioni della Madonna sono state interpretate da tutti coloro che scrissero intorno alle vicende del Santuario come il desiderio, da parte della Vergine, di risvegliare nella popolazione di Stezzano e dintorni la fede ormai sopita e di richiamare gli uomini ad una vita più spirituale e più di preghiera.

Anche l'abito scuro insolito per la Vergine, può essere visto come simbolo della sua tristezza per essere stata abbandonata, e nello stesso tempo come invito all'umiltà. Il terzo ed ultimo fatto prodigioso furono le guarigioni miracolose, che più contribuirono a richiamare l'attenzione. Non se ne conosce esattamente il numero ma si può presumere fossero molte.

L’allora vescovo di Bergamo ritenne opportuno appurare la verità; mandò a Stezzano il teologo della cattedrale, con il compito di prendere sommaria informazione dei fatti e di riferire poi quanto egli stesso avesse constatato. Il Vescovo esaminò gli atti e dettò in fine la sua sentenza, dichiarando soprannaturali i fatti avvenuti nella chiesa e miracolosa l’effige della Madonna col Bambino.

Questa immagine, un affresco di autore ignoto probabilmente del sec. XIV, rappresenta la Vergine seduta sopra un largo scranno in atto di sostenere il Bimbo. Tiene l'avambraccio sollevato, quasi inviti chi guarda alla confidenza ed all'amore del suo Bimbo.

Il dipinto godette fin dal sec. XIV di un particolare culto da parte dei devoti, forse perché ritrae abbastanza fedelmente la prima apparizione della Madonna in quel luogo, oppure, più semplicemente, perché era posto nella parte della chiesa più illuminata e più accessibile a tutti; divenne, dopo gli avvenimenti prodigiosi del 1586, oggetto di grandissima venerazione.

Si denominò, da allora in poi, il Santuario con il nome del dipinto, cioè Madonna dei Campi in riferimento all'apparizione del 1586.

Le spese che l’amministrazione del Santuario doveva sopportare erano molteplici; tutto ciò non sarebbe stato possibile se non si fosse potuto contare su una devozione ferma, soda, costante e generosa della popolazione. Una delle prime azioni dell’amministrazione della Madonna dei Campi, costituitasi nel settembre 1586, fu quella di erigere una chiesa più ampia e più bella. Si iniziò subito e si terminò la chiesa con tutte le sue decorazioni 80 anni dopo.

La prima preoccupazione di tutti fu di conservare e di mettere in risalto l’immagine della Madonna col Bimbo. Si decise quindi di costruire l’altare maggiore nel luogo del pilastro, in modo che l’immagine della Madonna fosse al centro sotto la mensa dell’altare. Per questo motivo la nuova chiesa si trovò rivolta con l’altare maggiore a settentrione e la porta principale a mezzogiorno, mentre la vecchia chiesa era sulla linea est-ovest.

Il Santuario, largo m 8,50 e lungo m 13,50 dalla porta meridionale al presbiterio e m 8,50 dal presbiterio all’estrema parete settentrionale, è ad una navata. Nei due fianchi, al centro, vi sono due cappelle con altari di marmo, ciascuna delle quali è fiancheggiata da due cappelline per i confessionali, e due di adito per entrare e uscire dalla chiesa.

Della chiesa vecchia furono conservati solamente, oltre al tronco inferiore del pilastro già menzionato, la piccola sagrestia, il campanile e, più importante, il presbiterio con l’abside, dove, secondo la tradizione, avvenne la prima apparizione.

 

Affresco raffigurante L'Adorazione dei pastori precedentemente attribuito al Previtali. È invece stilisticamente riferibile a Leandro Bassano. Nel Santuario è posizionato nel deambulatorio, alla sinistra di chi guarda l'organo

 

Ritorna a "prima chiesa"

Vai a "ultimo ampliamento"