Giuseppe Roncelli (1661-1729)

 

La vita 

Non esiste nessun documento ufficiale ma si presume che nacque nel 1661 a Candia, attuale Iràklion (isola di Creta – Grecia) da Alessandro ed Elisabetta Salamonopoli. Questa data si discosta poco da quella fornita dai più antichi biografi di Giuseppe Roncelli. Secondo alcuni fece ritorno in patria con lo zio prete Bartolomeo Roncelli nel 1669. Questi cominciò ad esercitare il ministero di cappellano presso la chiesa della Madonna dei Campi a partire dal 1659.

Lo zio Bartolomeo provvide all’educazione del nipote, occupandosi della sua istruzione: lo inviò dapprima a Bergamo alle scuole della Misericordia e poi a quelle del Seminario, dove fu allievo del Maestro Giò Andrea Quarenghi. Fu questo il periodo in cui conobbe e frequentò Cifrondi, pittore clusonese, da cui imparò i primi rudimenti. Quindi proseguì gli studi a Milano presso i Gesuiti. Per accedere allo stato clericale, secondo quanto prescritto dalle norme del Concilio di Trento, il futuro sacerdote doveva possedere il patrimonio necessario al proprio sostentamento. Poiché quello costituito dallo zio Bartolomeo era insufficiente, nel 1682 i conti Moroni provvidero ad assegnargli i fondi necessari  .

Nel 1681 Giuseppe Roncelli ricevette a Bergamo la tonsura e gli ordini minori: ostiariato, esorcistato, accolitato, lettorato. A Bergamo, il 19 settembre 1682, fu ordinato suddiacono e l’anno seguente
diacono. Il Cardinale Gregorio Barbarigo, una volta trasferitosi dal vescovado di Bergamo a quello di Padova, vi costituì un nuovo grande Seminario. Il Cardinale incaricò per l’insegnamento molti chierici bergamaschi tra i più devoti e dotti. Nel 1684 fra questi venne scelto Giuseppe Roncelli, sebbene non ancora prete, al quale venne offerta la cattedra di belle lettere. Un anno dopo, nel 1685 fu consacrato sacerdote dal Vescovo Giustiniani.

Risiedette per circa tre anni a Padova dove si avvicinò all’arte, allontanandosi dalla vita ecclesiastica. Per questo motivo subì numerosi richiami dal Cardinale Barbarigo che lo rimandò a Bergamo. È documentato che nell’anno 1688 Roncelli era presente a Crema in qualità di Rettore del Seminario. Nel 1701 si trovava a casa Luzzago, a Brescia, per la realizzazione di alcune opere. Tra il 1690 e il 1701 Roncelli si mosse fra Venezia, Verona, Brescia, Roma e probabilmente anche in Germania. Il 31 ottobre 1690 fu pagato per aver celebrato da agosto a ottobre alcune messe nella chiesa della Madonna dei Campi di Stezzano.  Anche l’11 novembre 1700 ricevette un pagamento analogo. Durante i suoi viaggi ebbe sicuramente modo di approfondire la sua formazione pittorica. I primi anni del settecento segnano il periodo in cui si stabilì definitivamente a Stezzano in qualità di cappellano presso la chiesa della Madonna dei Campi, dove rimase sino al 1713, anno in cui  venne eletto direttore della congregazione Mariana nel Seminario di Bergamo.

Giuseppe Roncelli venne nominato Cappellano Maggiore della Chiesa della Madonna dei Campi a partire dal 19 agosto 1704, compito svolto sino ad allora dallo zio Bartolomeo. In questo periodo istituì, nella Chiesa dei Campi, una compagnia di giovani soprannominati Teatini. Questa era una sorta di ordine laico devoto a Maria, che scelse come regola di vita la carità, la preghiera e la castità. Giuseppe Roncelli fu maestro di retorica nel Seminario di Crema, continuando comunque ad esercitare la pittura.

Nel 1713 venne chiamato a Bergamo dal Cardinale Pietro Primuli per ricevere l’incarico della direzione spirituale degli alunni del Seminario e della Congregazione Mariana. Questa missione venne compiuta dal Roncelli con devozione ed obbedienza sino alla morte, avvenuta il 20 marzo 1729. Giuseppe Roncelli con disposizione testamentaria lasciò erede dei suoi beni mobili la chiesa della Madonna dei Campi di Stezzano.

Esperienza pittorica

Giuseppe Roncelli forse fu allievo di Cifrondi negli anni in cui frequentava a Bergamo le scuole della Misericordia e del Seminario. Cifrondi compì dei viaggi che lo condussero a Torino ed in Francia e fece ritorno al paese natale nel periodo in cui Giuseppe Roncelli risultava trasformato dalle esperienze artistiche di Padova e Venezia. Lanzi, scrittore di fine ‘700, afferma che Roncelli operò maggiormente nell’area veneziana e lo inserisce tra i pittori rinomati della scuola veneta. Sempre dalle osservazioni del Lanzi, Roncelli risulta essere precursore di un genere pittorico di paesaggio che vedrà nell’evoluzione di quel temperamento artistico un punto di partenza per altri e per quella che sarà poi la grande fioritura settecentesca.

Lo stile della sua pittura, da alcuni definita fiamminga, fu apprezzato da parte dei collezionisti veneziani. Giuseppe Roncelli soggiornò nella città lagunare in più periodi. A Brescia, in casa Luzzago, eseguì molte opere. A Brescia avvenne l’importante incontro con Pietro Mulier, detto il Tempesta, pittore collocato nell’ultimo quarto del 600 di concezione paesistica. Questo incontro influenzò la pittura di Roncelli per quanto riguarda la ricerca degli effetti del mutamento dei fenomeni atmosferici. A Brescia Roncelli collaborò anche con il pittore veneziano Andrea Celesti, trasferitosi negli ultimi decenni del ‘600 nell’ambiente bresciano. I primi del settecento segnano il periodo in cui si stabilì definitivamente a Stezzano.

Il suo ritorno oltre ad essere spinto dall’affetto nei confronti dello zio Bartolomeo, ormai troppo anziano e bisognoso di aiuto, fu animato dalla sua passione per l’arte, interessato sia alle decorazioni della parrocchiale ormai ultimata, sia ad arricchire il Santuario della Madonna dei Campi con nuove opere. Inoltre fu animato dalla volontà di esprimere attraverso la pittura la propria riconoscenza alle famiglie dei conti Moroni e Carrara, che tanto avevano contribuito alla sua formazione ed al conseguente successo, con una serie di opere. 

Attualmente nel Santuario sono esposti nove quadri di Roncelli, di cui cinque nella navata centrale: Fuga in Egitto, Gesù appare alla Maddalena, Gesù appare ai discepoli di Emmaus, Gesù consegna le chiavi a S. Pietro e Le Pie donne al sepolcro. Quattro si trovano invece nel presbiterio: Riposo durante la fuga in Egitto, Ritrovamento di Mosè, Incendio e S. Gerolamo penitente. 

Il periodo che abbraccia gli anni trascorsi come cappellano alla Madonna dei Campi e come direttore spirituale nel Seminario di Bergamo è caratterizzato da grande impegno nel cammino di fede; impegno che indusse gli estimatori ad attribuirgli il titolo di “Servo di Dio”.

 

Quattro delle nove tele del Roncelli: in alto a sinistra Gesù risorto appare alla Maddalena; in alto a destra Gesù consegna le chiavi a san Pietro; in basso a sinistra le Pie donne al sepolcro; in basso a destra Gesù appare ai discepoli di Emmaus.

 

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